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  ACQUE REFLUE  


Dipartimento Provinciale di Isernia
Servizio Qualità dell'Acqua

"Analisi della microfauna per il controllo degli impianti di depurazione biologica"

Uno strumento essenziale per il controllo dell'efficienza della depurazione delle acque reflue è l'impiego di indicatori biologici, ed in particolare di quelli che sono in grado di evidenziare e quindi di anticipare effetti negativi a livello delle taxocenosi per garantire un'elevata qualità nel rendimento depurativo. Come in natura, anche per gli impianti di depurazione, gli indicatori biologici per eccellenza risultano essere le popolazioni animali e vegetali, le quali rispecchiano gli effetti prodotti da cause esterne sull'ambiente in cui vivono.

Anche se la comunità biotica degli impianti di depurazione biologica risulta molto varia (batteri, protozoi, alghe, funghi, rotiferi, nematodi, ecc.), è noto che i protozoi ciliati costituiscono la taxocenosi più adatta a rappresentare le variazioni indotte negli impianti di depurazione biologica.

  • Ciò è dovuto al fatto che: Numerose specie di protozoi ciliati sono altamente sensibili alle variazioni ambientali e reagiscono velocemente;
  • Essendo batteriofagi non sono condizionati dal cibo come fattore limitante;
  • Le loro cisti possono essere trasportate a grandi distanze e per questo motivo possono essere considerati organismi cosmopoliti;
  • È stato dimostrato che la loro attività è ben correlata alla produzione di effluenti di buona qualità.

Gli impianti di depurazione biologica sono ecosistemi artificiali molto complessi in cui il processo depurativo è effettuato dall'attività della biomassa presente in vasca di ossidazione. Per questo motivo la vasca di ossidazione può essere definita il "cuore"della depurazione e quindi il nucleo centrale del processo.

L'osservazione al microscopio del fango fornisce utili indicazioni sulla qualità della biomassa, il che si traduce anche sulla qualità dell'effluente e quindi sul rendimento della depurazione in toto.
La microfauna presente nel fango biologico subisce modificazioni significative sia di tipo qualitativo che quantitativo se sottoposta a forti stress o a modificazioni di parametri operativi.
Inoltre la composizione delle specie subisce modificazioni durante il passaggio dalle fasi di "avviamento" dell'impianto alla fase di "regime". Infatti, durante la costituzione del fango attivo, accanto alla progressiva formazione del fiocco biologico si ha la successione nel tempo di protozoi e piccoli metazoi. Inizialmente sono prevalenti flagellati e ciliati natanti, poi si succedono ciliati sessili ed infine ciliati mobili di fondo.

L'ARPA Molise dal giugno del 2003 ha implementato questo tipo di analisi nel controllo degli impianti di depurazione biologica della provincia di Isernia, per avere un quadro più completo sul rendimento della depurazione degli impianti affiancandola alle analisi chimico-fisiche di routine.

L'analisi della microfauna è stata effettuata su fanghi biologici provenienti da 12 impianti di depurazione di tipo a fanghi attivi. Le analisi sono effettuate secondo la metodica Standard ed il giudizio di qualità del fango viene espresso sulla base delle definizioni stabilite dalle metodiche dei Quaderni 64 IRSA-CNR (anno 1983). Dai risultati ottenuti è possibile affermare che il metodo è un valido supporto alle analisi chimico-fisiche; infatti, si è potuto constatare che i campioni risultati chimicamente conformi ai parametri di legge, presentavano una microfauna costituita da protozoi indicatori di una buona qualità del fango biologico e quindi di effluenti di buona qualità.