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Radiazioni non Ionizzanti ( Elettrosmog )

L’Inquinamento elettromagnetico, meglio conosciuto come Elettrosmog, rappresenta uno dei principali problemi per la qualità della vita.
L’Inquinamento Elettromagnetico è legato al concetto di radiazioni non ionizzanti (NIR), in quanto diversamente dalle Radiazioni Ionizzanti, non ionizzano la materia vivente.
Tali radiazioni non ionizzanti possono essere distinte in due categorie:

Le Normative e Leggi vigenti nel campo sono le seguenti:
D.P.C.M. del 23 aprile 1992
Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50Hz) negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno.
Decreto Ministero dell’Ambiente n. 381 del 10 settembre 1998
Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana.
Tale regolamento ha fissato i valori limite di esposizione, mediati su un’area equivalente alla sezione verticale del corpo umano e su qualsiasi intervallo di 6 minuti, della popolazione ai campi elettromagnetici connessi al funzionamento ed all’esercizio dei sistemi fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi operanti nell’intervallo di frequenza compresa tra 100 kHz e 300 GHz.
Livelli nazionali di riferimento

Frequenza (Mhz ) Valore efficace Campo elettrico Valore efficace Campo magnetico Densità di potenza onda piana
0.1 ÷ 3 60 0.2 ------
> 3 ÷ 3000 20 0.05 1
> 3000 ÷ 300000 40 0.1 4

In corrispondenza di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore non devono essere superati i seguenti valori, indipendentemente dalla frequenza, mediati su un’area equivalente alla sezione verticale del corpo umano e su un qualsiasi intervallo di sei minuti: 6 V/m per il campo elettrico, 0.016 A/m per il campo magnetico intesi come valore efficaci e, per frequenze comprese tra 3 MHz e 300 GHz, 0.10 W/m 2 per la densità di potenza dell’onda piana equivalente.

Le Misure
Il Servizio Agenti Fisici è in grado di eseguire, con la collaborazione di personale tecnico e con strumentazione certificata e calibrata:

Analizzate le caratteristiche tecniche delle sorgenti elettromagnetiche presenti nel sito, è possibile condurre sia un’analisi a larga banda sia un monitoraggio dettagliato, a banda stretta, mediante analisi spettrale.
Le misure a banda larga vengono eseguite tramite strumento (PMM 8053) dotato di sonda capace di rilevare sia il campo elettrico che quello magnetico (EHP 50 B). Questo tipo di rilevamento viene applicato come prima verifica del sito preso in considerazione.
Nel caso in cui le misure a banda larga risultino superiori ai limiti fissati dalla vigente normativa e nel sito siano presenti diverse sorgenti di emissione si procede con un analisi a banda stretta tramite strumento idoneo (analizzatore di spettro Will Teck 9101) onde individuare i contributi dovuti a tutte le emittenti presenti ed operanti contemporaneamente.
Inoltre la vigente normativa prevede ai fini del rispetto dei limiti di esposizione Art.3 e dei valori di cautela ed obbiettivi di qualità Art.4 comma 2 che le intensità dei Campi Elettromagnetici possono essere determinate mediante programmi specializzati (NFA2K).