Home Page/FAQs: Aria


Cosa si intende per inquinamento atmosferico?
Cosa è il PM 10?
Quali sono le sorgenti del PM 10?
In quale periodo dell’anno il PM 10 raggiunge i valori massimi e perché?
Cosa sono le diossine?
Quali sono le competenze di ARPA Molise in materia di emissioni in atmosfera?
Quali sono le competenze di ARPA Molise in materia di qualità dell’aria?
Chi controlla le diossine?
Come si rilevano le diossine?
Come si possono reperire informazioni sulla qualità dell’aria nel proprio Comune?
Nelle vicinanze della mia abitazione è presente una ditta che produce fumi densi/odori insopportabili. Quali procedure devo seguire per chiedere un controllo sulle emissioni dell’azienda?
All’ARPA Molise compete il rilascio dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera derivanti dall’esercizio di impianti produttivi?




Cosa si intende per inquinamento atmosferico?


L’attenzione crescente all’inquinamento atmosferico deriva dai rischi che esso comporta per la salute, associati principalmente all’inalazione di gas e particolato, oltre cha dai danni causati agli ecosistemi e ai materiali, in particolare ai monumenti. L’inquinamento atmosferico viene definito come “ogni modificazione della normale composizione o stato fisico dell’aria atmosferica, dovuta alla presenza nella stessa di una o più sostanze con qualità e caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell’aria�” Le emissioni costituiscono il “fattore di pressione” responsabile delle alterazioni della composizione dell’atmosfera e, quindi, della qualità dell’aria, dei cambiamenti climatici, dello smog industriale, delle piogge acide, del buco dell’ozono. Gli effetti delle emissioni antropiche, che alterano il normale equilibrio dell’atmosfera, si manifestano su scale temporali diverse. Infatti, le emissioni di inquinanti dovute al traffico o a particolari attività industriali fanno sentire i loro effetti in tempi brevi e in ambiti territoriali "limitati", le emissioni di gas serra hanno effetti a scala globale e su vasta scala temporale.

Cosa è il PM 10?


Il PM10 è l’insieme delle polveri sospese in aria con diametro aerodinamico inferiore ai 10 nm. Più la dimensione del particolato è piccola più è pericolosa. Solo la parte inferiore ad 1 nm riesce a giungere negli alveolo polmonari. La composizione del PM10 è variabile, in quanto le particelle possono avere origine diversa: può infatti contenere solfati, nitrati, metalli pesanti e particelle carboniose.

Quali sono le sorgenti del PM 10?


Le sorgenti di emissione del PM 10 sono differenziate. Nelle aree urbane i maggiori responsabili dei livelli di PM 10 sono costituiti dal trasporto su gomma( sia per quanto attiene alle emissioni dirette che per la parte dovuta al risollevamento delle particelle) e, durante la stagione fredda, dal riscaldamento. Non secondaria è la fonte industriale in aree dove sono presenti industrie chimiche, petrolchimiche, siderurgiche, metallurgiche o cementifici. Una frazione di PM10 è composta da sostanze (nitrati, solfati) che non sono emesse come tali, ma si formano in atmosfera a partire da altri inquinanti (frazione secondaria).

In quale periodo dell’anno il PM 10 raggiunge i valori massimi e perché?


Il PM 10 raggiunge i valori massimi in presenza di condizioni di calma di vento, cosa che rende difficoltosa la dispersione delle polveri. Durante la stagione fredda le condizioni di stabilità atmosferica favoriscono l’accumulo di PM10. Infatti le emissioni provenienti dagli impianti di riscaldamento, unitamente al raffreddamento della superficie terrestre, che induce inversione termica, provocano un accentuato ristagno del PM 10 negli strati inferiori dell’atmosfera .

Cosa sono le diossine?


Le informazioni che seguono sono tratte dal volume “Diossine Furani e PCB” – scaricabile dal sito www.isprambiente.gov.it – dalle norme UNI EN 1948-1-2-3-4, a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti. Con il termine generico di “diossine” si indica un gruppo di 210 composti chimici aromatici policlorurati, ossia formati da carbonio, idrogeno, ossigeno e cloro, divisi in due famiglie: dibenzo-p-diossine (PCDD o "diossine") e dibenzo-p-furani (PCDF o "furani"). Si tratta di idrocarburi aromatici clorurati, per lo più di origine antropica, particolarmente stabili e persistenti nell’ambiente, tossici per l’uomo, gli animali e l’ambiente stesso. Esistono in totale 75 congeneri (specie) di diossine e 135 furani: di questi però solo 17,7 PCDD e 10 PCDF rispettivamente, destano particolare preoccupazione dal punto di vista tossicologico. La tossicità delle diossine dipende dal numero e dalla posizione degli atomi di cloro sull’anello aromatico. Nella terminologia corrente il termine diossina, al singolare questa volta, è talora usato come sinonimo della 2,3,7,8 – tetracloro-dibenzo-diossina (TCDD), ossia del congenere maggiormente tossico. Di converso la diossina con maggiore grado di clorurazione, vale a dire la ottaclorodibenzo-p-diossina (OCDD), presenta una tossicità bassa, comparata con quella degli altri congeneri. Nell’ambiente i PCDD e i PCDF non si trovano praticamente mai come composti singoli, ma sempre come miscele complesse associate ad altri composti strutturalmente correlati ("diossina-simili") come i PCB. Per riuscire ad esprimere la tossicità dei singoli congeneri, è stato introdotto il concetto di fattore di tossicità equivalente (TEF). Per esprimere, invece, la concentrazione complessiva di diossine si è introdotto il concetto di tossicità equivalente (TEQ) che si ottiene sommando i prodotti tra i valori TEF dei singoli congeneri e le rispettive concentrazioni. Il sistema TEQ utilizza la 2,3,7,8-TCDD come riferimento con cui confrontare la tossicità degli altri composti come equivalenti tossici (TEQ). La normalizzazione si basa sull’assunto che PCDD/PCDF e composti diossina-simili agiscono attraverso lo stesso meccanismo d’azione. Il potenziale tossico di un singolo congenere è indicato attraverso il suo fattore di equivalenza tossica (TEF) che descrive la sigola tossicità relativa all’effetto tossico della 2,3, 7,8 – TCDD. Per il calcolo del TEQ, la quantità o la concentrazione di ogni congenere pertinente è moltiplicata per il TEF corrispondente. Quando tutti i congeneri sono dati come "equivalenti della 2,3,7,8-TCDD" essi possono essere semplicemente aggiunti e il TEQ risultante rappresenta la tossicità totale della miscela.

Quali sono le competenze di ARPA Molise in materia di emissioni in atmosfera?


In base a quanto disposto dalla Legge Regionale n. 16 del 22 luglio 2011 le Province garantiscono ed esercitano il potere di controllo delle emissioni; in particolare, per il controllo, le Province si avvalgono dei mezzi e professionalità dell’ ARPA Molise. Il numero, la frequenza e le tipologie dei controlli vengono disposti all’occorrenza ed ad insindacabile giudizio della Provincia.

Quali sono le competenze di ARPA Molise in materia di qualità dell’aria?


La qualità dell’aria in Molise viene controllata tramite un sistema di monitoraggio composto da una rete regionale pubblica (11 stazioni) attiva dal 2006. La Regione Molise ha demandato la gestione operativa delle unità di rilevamento, la raccolta e la validazione dei dati ad ARPA Molise. Il controllo viene eseguito in 6 Comuni, 2 capoluoghi di provincia (Campobasso 50.000 abitanti – Isernia 21.000 abitanti), 2 Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti (Termoli 30.000 – Venafro 11.000) e con 2 stazioni installate in aree verdi (comuni di Guardiaregia e Vastogirardi). La valutazione della qualità dell’aria viene effettuata da ARPA Molise per i seguenti inquinanti: polveri sottili (PM10), ossidi di azoto (Nx), biossido di zolfo (SO2), monossido di carbonio (CO), ozono (O3) e benzene – toluene – xilene (BTX). Le misurazioni in siti fissi sono obbligatorie nelle zone e negli agglomerati dove i livelli di tali inquinanti superano i valori soglia e possono essere integrate da tecniche di modellizzazione così come stabilito nella normativa tecnica di settore (D.Lgs. 155/2010) I dati provenienti dalle stazioni di monitoraggio, successivamente vengono validati ed elaborati presso il centro operativo regionale di ARPA Molise così da fornire le informazioni al Ministero dell’Ambiente, all’ISPRA ed all’utenza con indicatori sintetici (I.Q.A.). Tutti i dati vengono pubblicati quotidianamente sul sito www.arpamolise.it.

Chi controlla le diossine?


Attualmente ARPA Molise effettua il campionamento delle emissioni in atmosfera per la ricerca delle diossine, i campioni prelevati vengono inviati per l’analisi, nell’ambito di accordi interagenziali, a laboratori qualificati di altre ARPA.

Come si rilevano le diossine?

Per il campionamento, l’estrazione, la purificazione, l’identificazione e la quantificazione delle diossine vengono seguite le procedure previste dalle norme UNI EN 1984-1-2-3-4.

Come si possono reperire informazioni sulla qualità dell’aria nel proprio Comune?


I dati forniti dal sistema di monitoraggio sono acquisii, validati ed elaborati giornalmente dal Centro Operativo Regionale, che fa capo all’Area Si & Sia della Direzione Generale. I dati, una volta elaborati sono resi disponibili sul sito web dell’Agenzia: www.arpamolise.it.

Nelle vicinanze della mia abitazione è presente una ditta che produce fumi densi/odori insopportabili. Quali procedure devo seguire per chiedere un controllo sulle emissioni dell’azienda?


La Legge Regionale n. 16/2011 stabilisce che le Province garantiscono ed esercitano il potere di controllo delle emissioni, pertanto l’istanza va presentata ai competenti uffici provinciali.

All’ARPA Molise compete il rilascio dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera derivanti dall’esercizio di impianti produttivi?


No. La Legge Regionale n. 16 del 22 luglio 2011, stabilisce (art. 4 comma 1 lettera g)che le Province emanano, ai sensi dell’articolo 269 del D.Lgs. n.152/2006, i provvedimenti autorizzativi.