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INTERREG III

PROGETTO: Water Cycle.

Programma INTERREG III.

Protocollo d’Intesa sottoscritto da: Comune di Campobasso, ARPA Molise e Istituto Professionale per l’Agricoltura e nell’ambito del programma d’Iniziativa Comunitaria INTERREG III riguardante la cooperazione transeuropea volta a incentivare uno sviluppo armonioso ed equilibrato del territorio europeo, il progetto Water Cycle (ciclo integrato delle acque) sviluppa lo scambio e la condivisione di prassi e di azioni sperimentali nei bacini idrografici, comprese le zone costiere e lagunari, delle due sponde dell’Adriatico nel campo della pianificazione e gestione delle risorse idriche.
Il Comune di Campobasso ha sviluppato un segmento del progetto che riguarda il riutilizzo delle acque reflue e dei fanghi di depurazione. Così l’impianto di depurazione diventa una risorsa e i prodotti della depurazione (acqua e fango) considerati di scarto possono essere riutilizzati in maniera produttiva ed ecologicamente sostenibile.
Il progetto consta di tre azioni specifiche riferite alla gestione e al riutilizzo delle acque reflue e dei fanghi e alla disseminazione dei risultati.

Azione 1: una sperimentazione in loco sui diversi possibili riutilizzi delle acque recuperate dagli impianti di depurazione urbani a servizio del comune di Campobasso (lavaggio delle strade e dei cassonetti per rifiuti, irrigazione del verde urbano, autoparchi, fontane ornamentali, ecc.). A tal proposito l’ARPA Molise esegue le analisi su campioni di acque di scarico, ai sensi del decreto 12 giugno 2003 n. 185.

Azione 2: il riutilizzo del fango di depurazione come ammendante per terreni agricoli in una sperimentazione in locale. Lo studio mira alla definizione dell’area di trasporto (dall’impianto di depurazione al terreno di riutilizzo), dell’area di utilizzo, all’approfondimento del valore agronomico del fango e al confronto con i fertilizzanti cosiddetti tradizionali, alla applicazione sperimentale dello studio nel territorio di Campobasso. A tal proposito l’ARPA Molise esegue le analisi, ai sensi del Decreto n. 99/1992, su campioni di fango.

Azione 3: Disseminazione dei risultati e campagna di sensibilizzazione, comunicazione e formazione.

L’ARPA Molise, in relazione alle proprie competenze, alla esperienza e professionalità nelle materie ambientali, nell’offrire la propria collaborazione al progetto, ha messo a punto, inoltre, le “Linee guida per il riutilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura”. Tale documento rappresenta un valido strumento di supporto nell’affrontare il tema del riutilizzo, in quanto contiene la descrizione dell’intero processo, dall’impianto di depurazione al campo agricolo, con le prescrizioni operative e l’analisi dettagliata della normativa, con riferimento anche alle  procedure semplificate applicabili a determinati casi specifici.
L’ARPA, infine, collabora al monitoraggio della preparazione dei terreni destinati al riutilizzo dei fanghi e al controllo sull’efficacia dei fanghi stessi.

LA REGIONE MOLISE ADERISCE CON l'ARPA AL PROGETTO TRANSFRONTALIERO ADRIATICO DI MONITORAGGIO ELETTROMAGNETICO AMBIENTALE.

La Regione Molise ha aderito con l'Arpa Molise al progetto INTERREG IIIA. Il Programma Operativo del progetto Interreg IIII A Italia-Paesi Adriatici Orientali denominato Trasfrontaliero Adriatico, trae origine dall' esigenza sentita sia a livello comunitario che nazionale dalle regioni adriatiche italiane di sperimentare nuove forme di cooperazione nell'ambito dei Paesi del Sud-Est Europa. Il programma, nell'ottica di contribuire alla formazione di un'euroregione adriatica intesa come uno spazio territoriale e marittimo omogeneo (lo spazio adriatico), tende a racchiudere tutti i Paesi dell'area adriatica che, anche se a livelli diversi, presentano problemi e disparità ma anche opportunità ed occasioni di crescita simili. Si articola in quattro Assi d'intervento strutturati in modo da poter essere trasversali e complementari e quindi, tali da rinforzarsi reciprocamente assicurando organicità, unitarietà ed ulteriore valore aggiunto all'intero programma Operativo. Nell'Asse 1, riguardante la tutela e valorizzazione ambientale, culturale ed infrastrutturale del territorio transfrontaliero, è previsto un progetto scientifico e tecnologico per il monitoraggio elettromagnetico ambientale (MEM) al quale la Regione Molise con l'Arpa Molise hanno aderito.

Le sue finalità sono:

sarà inoltre possibile ottenere una mappa tridimensionale, su scala regionale, del rumore elettromagnetico di fondo. Tale progetto, è stato proposto dall'Istituto di Geofisica e Vulcanologia di l'Aquila in collaborazione con l'Università di Tirana (Albania), con il Geomagnetic Istitute of Grocka (Serbia) e con l' Università di Ferrara e propone, il monitoraggio continuo del fondo elettromagnetico ambientale mediante tecniche interferometriche a larga banda. Lo stesso, verrà sviluppato in collaborazione con le strutture tecniche dell'ARPA Molise, presso l'Osservatorio Geomagnetico Nazionale di L'Aquila dove sono presenti le competenze scientifiche e tecnologiche necessarie. In questa struttura, vengono infatti condotte misure sistematiche del campo geomagnetico dal 1957. Dal 1961 inoltre, l'Osservatorio fa parte della rete mondiale degli osservatori geomagnetici.

Obiettivi

  1. Sviluppo tecnologico di un apparato per interferometria a larga banda per il monitoraggio continuo del fondo elettromagnetico ambientale;
  2. indagini sulle manifestazioni di origine interna alla terra associate con fenomeni sismici. In particolare l'evoluzione degli stati di stress che precedono un evento sismico può portare all'emissione di radiazione elettromagnetica in una banda di .frequenze molto ampia. In queste condizioni può inoltre essere liberato il radon intrappolato nelle rocce, che può essere rilevato nel flusso di aria proveniente dal suolo;
  3. studio dei fenomeni elettromagnetici correlati con i cambiamenti climatici globali. Recentemente si è evidenziato come l'energia media dei segnali elettromagnetici naturali prodotti dai modi di risonanza della cavità terra-ionosfera, sia in netta correlazione con la variazione della temperatura media planetaria;
  4. caratterizzazione dell' ambiente elettromagnetico prodotto da sorgenti naturali e artificiali e analisi delle possibili interazioni con la biosfera. L'ambiente in cui viviamo è permeato da radiazioni elettromagnetiche di origine naturale. Nel corso dell'ultimo secolo si è avuto un notevole aumento dei segnali elettromagnetici di origine artificiale, il cui impatto sull'ecosistema non è ancora chiarito pur essendo oggetto di indagine da diversi anni;
  5. studio dei fenomeni elettromagnetici che hanno origine nella magnetosfera, nella ionosfera e nella cavità Terra-ionosfera. Tali processi si manifestano nella banda di frequenze detta geomagnetica attualmente poco esplorata e di notevole Importanza scientifica.

Risultati attesi

L'interferometro proposto permetterà di ottenere una mappa tridimensionale dettagliata, su scala regionale, del rumore elettromagnetico di fondo. Le mappe tomografiche, oltre a riportare la distribuzione spaziale delle sorgenti elettromagnetiche, caratterizzano i segnali emessi dalle sorgenti stesse mediante una serie di parametri quali l'energia, la polarizzazione, la natura impulsiva e il contenuto spettrale. Di tutti questi parametri viene seguita l'evoluzione temporale, nel senso che la tomografia è aggiornata ogni minuto. Tali informazioni permetteranno in primo luogo una caratterizzazione dettagliata dell' ambiente elettromagnetico dell'Italia centrale, in secondo luogo saranno il punto di partenza per studi in ambito sismico, climatico, biologico e geomagnetico. Questi studi sono di grande interesse scientifico e applicativo, soprattutto perché l'interferometria elettromagnetica fornisce maggiori informazioni rispetto ai metodi di misura usuali, attualmente impiegati in queste discipline. Inoltre l'effettuare contemporaneamente al monitoraggio elettromagnetico misure delle emissioni di radon di origine interna alla terra, potrebbe fornire informazioni importanti nell'ambito della sismologia.

Coerenza con il Completamento di programma

Il progetto proposto rappresenta un sistema integrato di monitoraggio ambientale dal punto di vista delle emissioni elettromagnetiche. Le problematiche principali che permetterà di esplorare sono le seguenti:

  1. ai fini dello studio del rischio sismico permetterà di studiare i segnali elettromagnetici e il radon a volte emessi nelle fasi che precedono gli eventi sismici;
  2. servirà a migliorare la conoscenza delle condizioni del patrimonio naturale ed ambientale dal punto di vista delle emissioni elettromagnetiche. In particolare permetterà di ottenere mappe dettagliate delle emissioni prodotte dalle attività umane;
  3. darà un valido contributo agli studi sul clima; in quanto determinati fenomeni elettromagnetici sono correlati con i cambiamenti climatici globali e in particolare con la variazione della temperatura media planetaria.

Come risultato generale si avrà lo sviluppo di un sistema integrato di monitoraggio ambientale (sismico e dei rischi naturali) mediante sistemi innovativi di rivelazione, l'acquisizione di una banca dati coerente con la situazione reale, e studi avanzati in un campo non completamente esplorato.

Area geografica interessata e descrizione del contributo del progetto alla formazione di uno spazio economico adriatico integrato

L' idea del progetto, viste anche le tecnologie che si intendono applicare e sviluppare, è di creare un sistema di monitoraggio e controllo su una vasta zona della euroregione adriatica.

In particolare, in tutte le zone del Centro Italia in cui è presente una stazione del Servizio Sismico Nazionale, sarà istallata una stazione di misura dell'interferometro elettromagnetico che fornirà dati sulla situazione locale dal punto di vista elettromagnetico e sismico e globale relativamente alla ionosfera, magnetosfera ed effetti correlati (cambiamenti climatici globali). I partner dei paesi PAO sono molto esperti in modellistica dei campi geomagnetici per cui la loro collaborazione completa le attività di progetto permettendo anche un'estensione delle attività pilota nei loro territori, non appena i fondi CARDS o altri finanziamenti saranno disponibili.

Impatto trasfrontaliero adriatico complessivo

L'innovazione e la ricerca sono gli strumenti fondamentali per le attività di progetto e, come sottolineato dal PO, forniscono gli strumenti alle regioni più svantaggiate per adeguarsi agli standard europei, anche per quanto riguarda il rispetto dell'ambiente nelle direttive della CE. Tale adeguamento non deve ridursi ad una semplice copia di quanto accade nelle regioni europee ma deve stimolare, ricercare e sfruttare le potenzialità locali. Il progetto proposto intende utilizzare al meglio le competenze presenti nelle regioni PAO partner nel senso sopra descritto, fornendo loro gli strumenti (banca dati, tecnologie, ecc) per la loro evoluzione nel campo della protezione ambientale nel senso più vasto di contributo a migliorare la qualità della vita.

Descrizione della Attività AT1

L'ambiente in cui viviamo è permeato da radiazioni elettromagnetiche di origine naturale che per milioni di anni non hanno subito variazioni importanti. Tali radiazioni hanno origine all' interno delta Terra, nella cavità Terra-ionosfera e nella magnetosfera. Nel corso dell'ultimo secolo si è avuta una proliferazione di segnali elettromagnetici artificiali, la cui banda di frequenze si sovrappone a quella dei segnali naturali e il cui impatto sull'ecosistema non è ancora stato chiarito, pur essendo oggetto di indagine da diversi anni. Tra i cambiamenti ambientali che si stanno manifestando su scala globale, quelli di natura elettromagnetica rivestono un ruolo non secondario soprattutto per quanto riguarda i possibili effetti biologici a lungo termine. Numerosi lavori scientifici hanno confermato come campi elettromagnetici esplichino un' influenza bioenergetica sugli organismi della biosfera nella sua totalità, in quanto le funzioni biologiche si svolgono in stretta correlazione con i segnali elettrici e magnetici. Negli ultimi decenni e' andata sempre più aumentando la popolazione esposta stabilmente all'azione di campi elettromagnetici artificiali che, nelle aree intensamente urbanizzate e industrializzate, possono essere anche più intensi dei campi naturali. Le principali sorgenti artificiali, sono le linee ferroviarie, i sistemi metropolitani di trasporto su rotaie ( metro, tram, filobus), gli impianti di telecomunicazioni, i sistemi di distribuzione dell'energia elettrica ecc. Queste sorgenti, per la loro estensione spaziale, interessano vaste aree intensamente popolate. A questi si aggiungono tutti gli oggetti tecnologici di uso quotidiano i cui effetti sono limitati alle aree domestiche.


Descrizione della Attività AT2

Le ragioni che hanno portato alla scelta dell'intervallo di frequenze 0,001 Hz – 100 kHz, sono legate al carattere interdisciplinare del progetto. In particolare le considerazioni che sI possono fare sono le seguenti:

  1. La caratterizzazione del rumore elettromagnetico di fondo è il presupposto indispensabile per poter promuovere indagini interdisciplinari sugli effetti biologici dei campi magnetici naturali e artificiali e sul ruolo che la radiazione naturale ha avuto nell' evoluzione biologica. Il ruolo del campo geomagnetico nella ontogenesi e nella patogenesi umana e' ancora controverso. Tutte le funzioni biodinamiche degli organismi viventi avvengono in presenza di campi elettromagnetici la cui frequenza corrisponde ai tempi di rilassamento delle strutture biologiche. Questi tempi vanno da qualche decina di secondi a qualche centinaio di microsecondi, il che corrisponde ad avere frequenze comprese tra 10.05 Hz e 3 kHz. Rientra tra le conoscenze consolidate il fatto che per frequenze maggiori di 100 kHz gli effetti sulle biostrutture sono prevalentemente termici mentre nella banda proposta gli effetti termici sono trascurabili e I'interferenza dei campi è di natura diversa. Inoltre in questa banda di frequenze il campo magnetico può attraversare tutte le strutture dell'organismo senza subire un'apprezzabile attenuazione. Lo studio di queste interazioni è di grande importanza scientifica.
  2. Sono state osservate manifestazioni elettromagnetiche di origine interna alla terra associate a fenomeni geofisici come terremoti ed eruzioni vulcaniche. Misure effettuate in laboratorio hanno evidenziato che emissioni elettromagnetiche possono essere prodotte in campioni di roccia sottoposti a stress meccanici e termici. In tali condizioni è stato accertato che le rocce emettono segnali elettromagnetici in una banda molto ampia (0.001 Hz- 10 kHz) e che la massima energia venga emessa nell'intervallo 2 kHz - 4 kHz. Alcuni autori sostengono che nelle fasi precedenti un evento sismico segnali di questo genere possano essere prodotti anche nella zona epicentrale. A sostegno di questa ipotesi vi sono alcuni Il lavori sperimentali che riportano i risultati di osservazioni di segnali elettromagnetici emessi in concomitanza di attività vulcanica e sismica accompagnati da manifestazioni note come EQL (Earthquake Lights). AI momento non è stato ancora formulato un quadro interpretativo convincente dei meccanismi fisici di generazione di questi fenomeni.
  3. Studi recenti hanno evidenziato una netta correlazione tra l'energia media dei modi di risonanza della cavità terra-ionosfera (detta risonanza Schumann) e la temperatura media planetaria. Le frequenze caratteristiche dei segnali di risonanza Schumann variano tra qualche Hz e qualche decina di Hz. l'analisi di tali fenomeni potrebbe essere importante nello studio dei cambiamenti climatici globali.
  4. Il vento solare interagisce continuamente con la magnetosfera e la ionosfera terrestri. La risposta dinamica di questi due sistemi fisici produce onde magnetoidrodinamiche note come micropulsazioni del campo geomagnetico, la cui frequenza si estende approssimativamente da 0.001 Hz fino a 2 Hz. C'è poi una vastissima classe di fenomeni che coinvolgono la magnetosfera e la ionosfera e alla cui base ci sono fenomeni di risonanza onda-particella (1 Hz-30 kHz). Lo studio di questi processi è di grande interesse scientifico ed ha una sua importanza anche in connessione ai disturbi che simili eventi possono provocare nelle telecomunicazioni

Descrizione della Attività AT3

Per il monitoraggio continuo del fondo elettromagnetico nella banda 0.0001 Hz-100 kHz si propone lo sviluppo di una rete interferometria permanente in grado di copiare un'area di circa 90000 Km quadrati (300x300 Km). Questa tecnica costituisce un potente strumento di indagine per ottenere una mappa tridimensionale, su scala regionale, del rumore elettromagnetico di fondo (Tomografia Elettromagnetica Ambientale). Le mappe tomografiche oltre a riportare la distribuzione spaziale delle sorgenti, caratterizzano i segnali mediante una serie di parametri quali l'energia, la polarizzazione, la natura impulsiva e il contenuto spettrale. Di tutti questi parametri viene seguita l' evoluzione temporale, nel senso che la tomografia viene aggiornata ogni minuto. In questo modo ogni giorno vengono prodotte, in modo automatico, 1440 mappe elettromagnetiche del territorio. L'interferometro proposto è costituito da 7 stazioni di misura, in ognuna di queste sono presenti due magnetometri vettoriali a tre componenti (0.001 Hz- 25 Hz/10 Hz-100 kHz) e un elettrometro a due componenti (0.001 Hz-100 kHz). Le stazioni di misura sono inoltre equipaggiate con due convertitori AD (frequenza di campionamento 100 Hz e 333 khz) una scheda DSP (Digital Signal Processing), un orologio automatico al Cesio per la temporizzazione dei convertitori Ad e un sistema di trasmissione dei dati satellitari (IRIDIUM). Il sistema interferometrico differisce per due aspetti dagli altri sistemi analoghi impiegati in altri campi della fisica (radioastronomia, ottica ecc):

L'orizzonte spaziale della tomografia elettromagnetica realizzabile con l'apparato interferometrico proposto è legato a diversi fattori, di cui il più importante è l'estensione della rete, che a sua volta è legata alla lunghezza d'onda dei segnali nella banda di interesse. Per coprire un'area d'indagine di 90000 Km quadrati è necessario che la rete giaccia su una superficie di 10000 KM quadrati. Si sottolinea il fatto che l'interferometria a larga banda è una tecnica innovativa in quanto al momento non esistono nel mondo reti di questo genere.


Descrizione della Attività AT4

Lo sviluppo del progetto avverrà presso la sede dell'Osservatorio Geomagnetico di L' Aquila.
L'attuazione del progetto si espleta in quattro fasi:

1) PROGETTO TECNOLOGICO

La fase progettuale riguarda soprattutto i magnetometri , gli elettrometri e i sistemi di acquisizione dei dati e di comunicazione satellitare. Questa prima fase richiede un anno di tempo e l'impiego di tre tecnici, un tecnologo e due ricercatori.

2) TRASFERIMENTO TECNOLOGICO ALL'INDUSRTIA

Questa fase comprende il brevetto (brevetto europeo) degli aspetti tecnologici originali e di interesse per l'industria, la compilazione dei progetti esecutivi e la produzione industriale degli strumenti. Per lo svolgimento di queste attività si prevede l'impegno di due tecnologi e un tecnico. Tempo stimato un anno.

3) INSTALLAZIONE DELLA RETE INTERFEROMETRICA

Le stazioni di misura della rete interferometrica verranno installate nei siti attualmente utilizzati dalla rete sismica dell' INGV, distribuiti nell'Italia centrale. La sovrapposizione consentirà di superare gran parte dei problemi legati alla logistica e alla disponibilità di energia elettrica. L'installazione delle 7 stazioni di misura e i test preliminari di collaudo verranno affidati a 3 tecnici, un tecnologo e un ricercatore. Queste operazioni richiedono sei mesi di lavoro.

4) GESTIONE DELLA RETE A REGIME

La gestione della rete interferometrica sarà a carico dell'Osservatorio di L'Aquila per tutta la durata dell'esperimento. La gestione tecnica della stazione di misura sarà affidata a tre tecnici e un tecnologo dipendenti di ruolo dell'Osservatorio Geofisico di L'Aquila. Il controllo sistematico del flusso dei dati delle sette stazioni di misura al laboratorio di L'Aquila, in cui verrà installata la stazione satellitare di ricezione, verrà affidata a due ricercatori e a un tecnico. Per l'elaborazione dei dati e l'organizzazione dell'archivio delle mappe tomografiche verranno impiegati due ricercatori. L'attività di interpretazione dei dati verrà svolta da tre ricercatori.

REALIZZAZIONE DI UN OSSERVATORIO GEOMAGNETICO DEL MOLISE.

È prevista, nell’ambito del Progetto INTERREG III A Transfrontaliero Adriatico, l’istituzione di un Osservatorio Geomagnetico in Molise, che avrà il compito di promuovere indagini sulle sorgenti elettromagnetiche interne alla Terra associate con eventi tettonici.
L’Osservatorio sarà gestito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in piena collaborazione con le strutture tecniche dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Molise (ARPA Molise) e avrà come obiettivo la creazione di una struttura permanente con la stesse finalità di quella dell’Osservatorio Geomagnetico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di L’Aquila, che dal 1957 conduce attività di rilevamento delle misure sistematiche del campo geomagnetico e che dal 1961 fa anche parte della rete mondiale degli Osservatori Geomagnetici.
È stato, a tal proposito, sottoscritto un accordo tra l’ Agenzia e l’INGV al fine di rendere operativa tale collaborazione tecnico-scientifica e sono stati effettuati dei sopralluoghi sul territorio regionale per individuare un’area dalle particolari caratterizzazioni sismiche e, pertanto, idonea all’installazione della suddetto Osservatorio.