lunedì 03 agosto 2020

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Home Page/ Acque: Superficiali

ACQUE SUPERFICIALI INTERNE



Come previsto dal D. L.vo 152 del 1999 e successive modifiche, la classificazione della qualità dei corsi d’acqua deriva dalle indagini chimiche, fisiche e microbiologiche effettuate sulla matrice acquosa e dalle determinazioni sul biota.
A tal uopo, le stazioni di campionamento vengono scelte tenendo presente la superficie del bacino imbrifero e la tipologia del corso d’acqua. Ogni sito di campionamento viene distribuito lungo l’intera asta fluviale.
I criteri di scelta delle stazioni non possono prescindere dall’eventuale presenza di insediamenti antropici, di attività industriali ed in relazione all’esistenza di affluenti che determinerebbero prevedibili fenomeni di turbativa. Per una maggior efficacia delle analisi e dell’attendibilità dei risultati, i punti di campionamento afferenti gli affluenti vengono posti a una data distanza dall’immissione nel corso d’acqua principale al fine di un adeguato rimescolamento delle acque che garantisce la valutazione reale del corpo idrico recettore.
Le analisi sul campione acquoso prevedono la determinazione di parametri fisico- chimici di base, molti dei quali definiti macrodescrittori ed utilizzati per definire il Livello di inquinamento espresso dai macrodescrittori (L.I.M.).
La classificazione delle acque superficiali interne, dal punto di vista biologico, viene effettuata attraverso l’ analisi del biota e, in particolare, la valutazione dei corsi d’acqua avviene applicando l’ Indice Biotico Esteso (IBE). Tale indice introdotto in Italia dai proff. Ghetti e Bonazzi nel 1981 e messo a punto dal prof. Ghetti nel 1995 è stato legittimato come strumento di biomonitoraggio con il D. L.vo 152/99.
L’applicazione del metodo permette di valutare gli effetti delle pressioni ambientali attraverso due componenti: l’analisi dell’abbondanza e della distribuzione delle comunità dei macroinvertebrati che colonizzano differenti tipologie fluviali e l’integrazione di quest’ultima con i risultati ottenuti, nel tempo, dalle differenti cause di turbativa, siano esse di natura fisica, chimica o biologica.
In tal modo, si ottiene il rilievo dello stato di qualità del sito indagato che potrà essere utilizzato a complemento delle indagini chimiche e fisiche già effettuate.

L’IBE va eseguito stagionalmente (quattro volte l’anno). Tale frequenza rimane inalterata fino a quando non si raggiunge l’obiettivo di qualità ambientale: buono o elevato.
L’obiettivo ultimo è quello dell’individuazione dello Stato Ecologico del corso d’acqua e tale obiettivo viene raggiunto attraverso l’incrocio, per ogni tratto fluviale, dei risultati ottenuti con l’analisi del L.I.M. e dell’I.B.E.
Per la classificazione dello Stato Ambientale dei corpi idrici superficiali, invece, viene effettuata l’integrazione dello Stato Ecologico con la concentrazione dei principali inquinanti organici ed inorganici riscontrati lungo il corpo idrico esaminato.

I corsi d’acqua superficiali interni attualmente possono essere indagati anche con l’utilizzo di un nuovo indice biologico: l’Indice di Funzionalità Fluviale (I.F.F.) elaborato dai dottori Siligardi e Maiolini nel 1990.
Sebbene non ancora inserito nella normativa come strumento di monitoraggio, l’I.F.F. viene applicato in via sperimentale come analisi aggiuntiva.
Questa innovativa metodica consente di acquisire, nella sua applicazione, ulteriori dati che vanno ad integrare il quadro informativo sullo stato ambientale del corso d’acqua.
Tale indice infatti, va oltre la lettura esclusiva dello stato ambientale acquatico, estendendo il proprio raggio d’azione all’interno del complesso fluviale, dalla sorgente alla foce, e comprendendo le fasce riparie e l’ecosistema circostante che, inevitabilmente, interagisce con l’ecosistema acquatico stesso.

Per completare l’attenta osservazione di tutte le componenti del sistema fluviale, per ogni tratto omogeneo, si compila una scheda guida che riporta informazioni pertinenti sulle dinamiche ecologiche che governano lo stato di funzionalità del corso d’acqua.



RAPPORTO SUI MONITORAGGI DEI CORPI IDRICI DELLA REGIONE MOLISE AI SENSI DEL D.LGS. 152/06 E SS.MM.II. & RELATIVI DECRETI ATTUATIVI ANNI 2016-2017-2018