giovedì 22 febbraio 2018

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FAQs Inquinamento Elettromagnetico Home Page/FAQs Inquinamento Elettromagnetico

Le radiazioni prodotte da campi elettromagnetici sono pericolose per la salute umana?
Il campo elettromagnetico generato dagli elettrodotti e dalle antenne è lo stesso?
Quale è la legislazione di riferimento per la protezione della popolazione?
Campi elettromagnetici in genere: cosa fa ARPA Molise?
A chi posso chiedere informazioni relativamente alla problematica dei campi elettromagnetici e quali procedure devo seguire per richiedere un controllo di ARPA Molise?
Nella zona in cui abito si verificano spesso fenomeni di cattivo funzionamento di telecomandi, gravi disturbi di telefonia mobile ecc. ricollegabile forse ad un pesante inquinamento elettromagnetico. A chi posso chiedere un sopralluogo?




Le radiazioni prodotte da campi elettromagnetici sono pericolose per la salute umana?


Dal sito dell’Istituto Superiore della Sanità:

Campi elettrici e magnetici a frequenza industriale (ELF):
L’energia elettrica viene prodotta, trasportata, distribuita e consumata attraverso correnti alternate, alla frequenza di 50Hz. Attorno ai conduttori si generano campi elettrici e magnetici che oscillano alla stessa frequenza e che possono interferire con i sistemi biologici, compreso il corpo umano. Sono documentati effetti riconducibili alla stimolazione di tessuti elettricamente eccitabili, a livelli di esposizione molto superiori a quelli normalmente riscontrabili negli ambienti di vita, ma che possono incontrarsi in alcuni ambienti di lavoro. Alcuni studi epidemiologici hanno suggerito che l’esposizione cronica a campi magnetici a bassa frequenza possa favorire lo sviluppo di una particolare forma tumorale, la leucemia infantile. Le indicazioni epidemiologiche non sono però sostenute dai risultati degli studi di laboratorio in vitro e in vivo, né è stato individuato alcun meccanismo biologico di interazione che possa plausibilmente spiegare le osservazioni. Sulla base delle conoscenze scientifiche attuali l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato nel 2001 i campi magnetici a frequenza estremamente bassa (comprendenti quelli a 50 Hz) come forse cancerogeni per l’uomo. Il rischio individuale sarebbe comunque basso e limitato ad una fascia estremamente ristretta della popolazione.

Campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde (RF):
Numerose tecnologie fanno uso di campi elettromagnetici ad alta frequenza. Questi campi, che oscillano a frequenze di milioni o miliardi di hertz (megahertz e gigahertz rispettivamente) vengono indicati come campi a radiofrequenza e microonde. Gli utilizzi industriali sono numerosissimi, soprattutto in processi che richiedono un riscaldamento (essiccazione, incollaggio, fusione ecc.); la protezione dei lavoratori esposti costituisce quindi un problema sanitario di rilievo. La popolazione generale, invece, è esposta soprattutto ai campi generati dai sistemi di trasmissione radiotelevisiva e di telecomunicazione in genere. Esposizioni elevate possono verificarsi nelle immediate vicinanze di potenti antenne radiotelevisive, ma i livelli di campo elettromagnetico diminuiscono rapidamente allontanandosi da queste. Sono documentati effetti biologici potenzialmente nocivi, riconducibili all’assorbimento di energia elettromagnetica e a un conseguente riscaldamento dei tessuti (effetti termici). Non sono invece documentati effetti a lungo termine in conseguenza di esposizioni croniche a livelli che possono ragionevolmente incontrarsi in ambienti di vita.

Il campo elettromagnetico generato dagli elettrodotti e dalle antenne è lo stesso?


No: gli impianti per il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica, operanti in Italia alla frequenza di 50 Hz, generano campi elettromagnetici a bassissima frequenza. I campi elettromagnetici a radiofrequenza(antenne) vengono immessi nell’ambiente da qualsiasi antenna trasmittente; in particolare emettono radiofrequenze gli impianti per la diffusione delle trasmissioni radiotelevisive (soprattutto i ripetitori radiofonici) e, in misura minore, le stazioni radio base per la telefonia cellulare.

Quale è la legislazione di riferimento per la protezione della popolazione?


  • Legge Quadro n. 36/01 “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”;
  • D.P.C.M. 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz”;
  • D.P.C.M. 8 luglio 2003 "Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti.”.

Campi elettromagnetici in genere: cosa fa ARPA Molise?


Secondo quanto stabilito dall’art. 14 della legge n. 36/2001 “Legge Quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” le funzioni di vigilanza e controllo sanitari e ambientali sono affidate alle Amministrazioni comunali (e provinciali) che effettuano le opportune verifiche avvalendosi del supporto tecnico delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente.

A chi posso chiedere informazioni relativamente alla problematica dei campi elettromagnetici e quali procedure devo seguire per richiedere un controllo di ARPA Molise?


È opportuno rivolgersi al Comune di competenza che, a seguito di verifiche, provvederà a richiedere l’intervento dell’Agenzia.

Nella zona in cui abito si verificano spesso fenomeni di cattivo funzionamento di telecomandi, gravi disturbi di telefonia mobile ecc. ricollegabile forse ad un pesante inquinamento elettromagnetico. A chi posso chiedere un sopralluogo?


Questi problemi in genere sono correlati con il malfunzionamento (o la non omologazione) di qualche apparato ad uso privato che va a “sporcare” la frequenza utilizzata dai telecomandi. Tali interferenze si verificano anche a livelli di campo molto bassi, per cui non c’è motivo di pensare a fenomeni di inquinamento elettromagnetico. Si suggerisce di consultare l’organo competente per i problemi di interferenze elettromagnetiche, che è Il Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per le Comunicazioni.