
{"id":166,"date":"2023-05-04T11:01:46","date_gmt":"2023-05-04T11:01:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arpamolise.it\/WP\/?page_id=166"},"modified":"2024-07-09T09:02:25","modified_gmt":"2024-07-09T08:02:25","slug":"pollini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.arpamolise.it\/WP\/pollini\/","title":{"rendered":"POLLINI"},"content":{"rendered":"<div class=\"intesta\">\n<p align=\"justify\">La valutazione della qualit\u00e0 dell\u2019aria, dei suoi cambiamenti nel tempo e delle ripercussioni che l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo provoca sull\u2019atmosfera sono alcune delle tematiche su cui la ricerca ambientale \u00e8 oggi impegnata. A tale riguardo, l\u2019Aerobiologia e\u2019 la disciplina scientifica che si occupa dello studio delle particelle biologiche che circolano nella nostra atmosfera, comprendendo sia organismi viventi quali batteri, spore, pollini, insetti ecc., che gas, polveri e fumi. In particolare l\u2019Aeropalinologia si occupa del riconoscimento dei pollini e delle spore presenti nell\u2019aria, ovvero di quelle particelle aerodiffuse che, in determinate circostanze, sono causa di \u201cinquinamenti pollinici\u201c tali da arrecare allergie stagionali o pollinosi.<br \/>La pollinosi rappresenta uno dei pi\u00f9 noti aspetti della patologia allergica che si manifesta con disturbi anche gravi delle funzioni respiratorie. La manifestazione allergica \u00e8 provocata dalla presenza in aria di corpuscoli che, insieme ai granuli pollinici, costituiscono l\u2019aeroplancton (spore, batteri, acari). Negli ultimi anni si \u00e8 registrato un progressivo aumento delle patologie respiratorie legate alla sensibilizzazione a pollini aerodispersi soprattutto in ambito urbano. Le cause sono imputabili ad un alterato rapporto tra l\u2019uomo e l\u2019ambiente che vede un sempre crescente aumento dell\u2019inquinamento dei luoghi di lavoro, domestici e urbani. In questo contesto, la valutazione quantitativa dei pollini e delle spore fungine aerodisperse \u00e8 stata riconosciuta come un importante parametro di qualit\u00e0 dell\u2019aria.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>POLLINI E SPORE<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Il polline rappresenta l\u2019elemento maschile delle Spermatofite a cui \u00e8 affidato il compito di fecondare gli ovuli delle piante superiori. Il polline che fuoriesce dalle antere e che raggiunge lo stigma del fiore femminile, germina, producendo un tubetto pollinico attraverso il quale il gamete maschile raggiunge quello femminile, fecondandolo e dando origine allo zigote dipoide, che diventer\u00e0 l\u2019embrione contenuto nel seme, capace di dar vita ad una nuova pianta.<br \/>Le specie polliniche di maggiore interesse dal punto di vista allergologico sono quelle che presentano un meccanismo riproduttivo basato sull\u2019impollinazione anemofila, vale a dire che affidano il trasporto del polline al vento. I granuli pollinici di queste piante hanno spesso diametri ridotti (minore di 40 micron) tanto da poter rimanere a lungo sospesi nell\u2019aria ed essere facilmente inalati. Le dimensioni hanno una notevole influenza sulla localizzazione dei granuli nei diversi tratti dell\u2019apparato respiratorio, provocando una differente espressione allergica. Le particelle con diametro minore di 10 micron possono causare manifestazioni asmatiche. Inoltre, le piante a diffusione anemofila sono caratterizzate da un\u2019elevata produzione di granuli pollinici che rappresentano la principale strategia per il successo dell\u2019impollinazione. I pollini sono innumerevoli, microscopici e ubiquitari. Essi si diffondono nell\u2019ambiente senza ostacoli, grazie al fatto d\u2019essere piccolissimi e adattabili agli ambienti estremi, caratterizzati da alte o basse temperature, acidi o basici. Questa capacit\u00e0 gli \u00e8 conferita da una sostanza (bio-polimero) chiamata SPOROPOLLENINA che riveste la parete esterna del granulo pollinico.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>PARTICELLE AERODISPERSE<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La presenza, la distribuzione e la frequenza di sensibilizzazione delle diverse specie allergeniche varia con il variare delle condizioni climatiche e floristico-vegetazionali, presenti nelle varie aree geografiche. In alcune zone la vegetazione originaria, pu\u00f2 essere modificata dall\u2019intervento dell\u2019uomo per trasformazioni agricole, per rimboschimento, per accelerato sviluppo urbanistico, per scopi ornamentali o per mutate condizioni climatiche. Principalmente, i mutamenti climatici incidono notevolmente sulla fioritura e sul rilascio dei pollini da parte delle piante, con conseguenti variazioni dei periodi a rischio d\u2019allergia. Per di pi\u00f9, i fenomeni meteorologici estremi, quali: il trasporto a lunga distanza, le particelle submicroniche diffuse in aria e i rapporti tra pollini ed inquinanti; sono elementi importanti per la comprensione della pollinosi.<\/p>\n<p align=\"justify\">VEDUTA AL MICROSCOPIO<\/p>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized is-style-rounded\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"100\" height=\"90\" src=\"https:\/\/www.arpamolise.it\/WP\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/aceraceae-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-178\" style=\"width:235px;height:212px\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ACERACEAE<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La valutazione della qualit\u00e0 dell\u2019aria, dei suoi cambiamenti nel tempo e delle ripercussioni che l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo provoca sull\u2019atmosfera sono alcune delle tematiche su cui la ricerca ambientale \u00e8 oggi impegnata. 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